Cambiare azienda, porre fine a una situazione che non va o reagire a un datore di lavoro inadempiente: risolvere un contratto di apprendistato è un diritto, ma la procedura dipende dal momento e dal motivo. Ecco cosa sapere nel 2026 per farlo secondo le regole e ripartire in fretta.
In sintesi: durante i primi 45 giorni di formazione pratica in azienda, la risoluzione è libera e senza motivo, con un semplice scritto. Dopo, il contratto può cessare solo di comune accordo, per dimissioni dell'apprendista dopo essersi rivolto al mediatore dell'apprendistato, o per licenziamento per un motivo previsto dalla legge. Dopo la risoluzione puoi restare al CFA fino a 6 mesi con lo status di tirocinante della formazione professionale per trovare una nuova azienda.
Per le regole generali del contratto (età, durata, stipendio, diritti, adempimenti), consulta la nostra guida completa al contratto di apprendistato.
Quali sono le regole durante il periodo di prova?
Il contratto di apprendistato prevede un periodo di 45 giorni durante il quale ciascuna parte può porvi fine liberamente. Punto importante: si tratta di 45 giorni, consecutivi o no, di formazione pratica in azienda, cioè i giorni effettivamente trascorsi in azienda, e non di 45 giorni di calendario. Il tempo trascorso al CFA non rientra nel conteggio.
Durante questo periodo la risoluzione è libera, senza motivo e senza indennità. Datore di lavoro e apprendista possono porvi fine per iscritto, con notifica al direttore del CFA e all'OPCO che ha ricevuto il contratto. È la finestra più semplice per separarsi se il posto non corrisponde a quanto annunciato.
Come risolvere il contratto dopo il periodo di prova?
Superati i 45 giorni, la risoluzione diventa regolamentata. Esistono diverse strade a seconda della situazione:
- Accordo consensuale: datore di lavoro e apprendista firmano insieme uno scritto che constata la risoluzione. È la via più rapida quando entrambe le parti sono d'accordo.
- Dimissioni dell'apprendista: per i contratti conclusi dal 1° gennaio 2019 l'apprendista può dimettersi, ma deve seguire una procedura precisa (vedi sotto).
- Conseguimento anticipato del diploma: l'apprendista può risolvere il contratto se ottiene il diploma prima della scadenza prevista, avvisando il datore di lavoro per iscritto con almeno un mese di anticipo.
- Licenziamento da parte del datore di lavoro: solo per forza maggiore, colpa grave, inidoneità accertata dal medico del lavoro (senza obbligo di ricollocamento), esclusione definitiva dal CFA, o decesso del datore di lavoro maestro di apprendistato in un'impresa individuale. Si applica la procedura di licenziamento per motivo personale (colloquio preliminare, lettera motivata).
- Liquidazione giudiziale: in caso di liquidazione senza prosecuzione dell'attività, il liquidatore può risolvere il contratto; l'apprendista ha diritto a un indennizzo almeno pari agli stipendi che avrebbe percepito fino alla fine del contratto.

Dimissioni: il passaggio dal mediatore è obbligatorio
È la tappa che molti apprendisti ignorano. Per dimetterti dopo il periodo di prova devi rivolgerti al mediatore dell'apprendistato della tua camera consolare (CCI, Chambre de métiers et de l'artisanat o Chambre d'agriculture). Questo passaggio è gratuito e obbligatorio. Se sei minorenne, l'atto di risoluzione deve essere firmato anche dal tuo rappresentante legale.
La cronologia da rispettare:
- Ti rivolgi al mediatore dell'apprendistato (che dispone al massimo di 15 giorni di calendario per intervenire).
- Informi poi il datore di lavoro, almeno 5 giorni di calendario dopo la richiesta al mediatore.
- La risoluzione può avvenire solo almeno 7 giorni di calendario dopo l'informazione al datore di lavoro.
Senza il passaggio preliminare dal mediatore, le dimissioni di un apprendista non sono giuridicamente valide. Non lasciare mai il tuo posto senza aver completato questa procedura.
Che cosa fare se il datore di lavoro non rispetta i propri obblighi?
Nessuna norma prevede la risoluzione immediata del contratto di apprendistato su iniziativa dell'apprendista senza seguire la procedura descritta sopra. In caso di gravi inadempienze del datore di lavoro (sicurezza non garantita, mansioni estranee alla formazione, stipendio non pagato…), avvisa subito il tuo CFA e il mediatore dell'apprendistato, che può anche aiutare a negoziare una risoluzione consensuale. Ci si può rivolgere all'ispettorato del lavoro, e la controversia può essere portata davanti al conseil de prud'hommes (tribunale del lavoro). Conserva tutte le prove (scambi scritti, buste paga, turni).
Cosa succede dopo la risoluzione?
Una risoluzione non ti lascia senza rete. Se non hai ancora trovato un nuovo datore di lavoro, puoi proseguire la formazione teorica al CFA per 6 mesi, e il CFA deve aiutarti a trovare una nuova azienda. In questo periodo hai lo status di tirocinante della formazione professionale e conservi i tuoi diritti sociali; non percepisci però più lo stipendio da apprendista, e lo Stato non versa alcuna retribuzione equivalente. A seconda della tua situazione possono esistere diritti alla disoccupazione o altri aiuti: informati presso France Travail o la mission locale.
| Tappa | Termine / durata | Punto chiave |
|---|---|---|
| Periodo di prova | 45 giorni di formazione pratica in azienda | Risoluzione libera, senza motivo |
| Dimissioni dopo il periodo di prova | Almeno 5 giorni dopo la richiesta al mediatore, poi 7 giorni dopo l'informazione al datore di lavoro | Prima il mediatore, obbligatorio |
| Licenziamento | Procedura di licenziamento per motivo personale | Motivi limitati dalla legge |
| Liquidazione giudiziale | Risoluzione da parte del liquidatore | Indennizzo almeno pari agli stipendi dovuti fino alla scadenza |
| Permanenza al CFA | Fino a 6 mesi | Status di tirocinante, diritti sociali mantenuti, nessuno stipendio |
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Una risoluzione non è un fallimento: gestita bene, ti permette di trovare un'azienda più adatta mantenendo i tuoi diritti e la tua formazione.